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Da tempo non scrivevo sul blog. Quindi un breve riassunto di quello che è successo in questi mesi.

Mignotte, Partito-Partito!, grande centro, Lele Mora, ciao Benitez, Si a Marchionne, No a Marchionne, Boh a Marchionne, Ferrero è vivo, Ma no… è morto, mignotte, sfiducia, fiducia, cazzo!, in culo a Vendola, W Fini, Berlusconi è morto, Berlusconi è resuscitato, cazzo ho dimenticato di giocare al Fantamorto, buon anno, nipote di Mubarak, Mubarak è morto, no è vivo, anzi è proprio morto, lo cacciano, ma ci vuole tempo, mignotte mignotte, mignotte/consigliere regionale, toghe rosse, pogo rosso, pochi rossi, molti rissosi, ciao Fini è stato bello finchè è durato, “il federalismo si farà!”, forse, mah, convinto tu, governo tecnico, milan tecnico, ciao ronaldinho, Cassano, Casini che fine ha fatto?, Ah giusto è a flirtare con Fini, ma Fini non era morto, noooo ha un secondo fine Fini, elezioni anticipate, partite posticipate, recuperi, mille proroghe, mille bolle blu, donne incazzate, uomini incazzati, Rosy Bindi premier, Bondi dimettiti!, non mi dimetto, ok decidi tu, mignotte, no si dice escort, sara tommasi, soldi, minetti, minzolini, checchè se ne dica: mignotte!

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Però intanto che aspettiamo, non lamentiamoci del fatto che a governarci ci siano uomini dalle dubbie capacità intellettive come Gasparri, Salvini, Renzo “Trota” Bossi, Lupi, Carlucci…

E non irritiamoci di fronte a delle indubbie faccie di cazzo come Ignazio la Russo ( per gli amici Frank Ribery), Roberto Cota, Italo Bocchino, Daniele Capezzone…

E se nell’immobilismo generale di un’opposizione fatiscente l’unica mossa politica che vi riesce è quella di tifare per Fini, sappiate che sono stufo di costruire qualcosa contando sugli altri. Sarei felice di poter far parte di qualcosa di nuovo, una ventata fresca, niente socialdemocrazie o comunismi, insomma niente cose morte. Non è possibile affidarsi sempre all’intervento di un ” deus ex machina”, nè tantomeno viviamo in un’opera di Moliere per sperare in un’intercessione dell’eccellentissimo re.

Di speranze ce ne sono fin troppe, di anni per vivere solo di speranze anche. Di speranze di vivere anni di sole speranze neanche una.

Buon 25 Aprile a tutti.

Ovvero, meccanismi arcani e sofisticati che trasformano una sconfitta elettorale in una mega-umiliazione. Non riconoscere i propri errori è la maniera giusta per disperdere voti. Continuamo così, vai che si vince… fra una trentina di anni… forse.

… Nichi, e basta, perchè il voto è un diritto ed in Campania mi han costretto a non andare a votare con la loro solita cricca di candidati ammuffiti. E nella mia vita non voterò mai un leghista che solo per opportunità è nel PD. Che lo eleggano gli altri De Luca, io proprio non ce la faccio.

Gallipoli: Vendola 684 – Boccia 204.

Se non sapete chi votare vedete l’intervista tripla mandata in onda ieri sera a “Le Iene”. Nell’ordine il vincente ambiguo (Bersani), il perdente che sapendo di perdere fa il vincente (Franceschini) e l’alternativo prolisso (Marino)

In Afghanistan, così come in Iraq, c’è in corso una guerra, inutile prendersi in giro. E non è da ieri, o dal mese scorso, ma siamo quasi a dieci anni. Bin Laden non l’hanno trovato nè voluto trovare, eppure si continua a nascondere dietro ad una caccia al tesoro una guerra che ha fatto migliaia e migliaia di vittime, soprattutto fra i civili; molti più morti di quanti non ne abbia causati l’11 settembre. Eppure ad ogni notizia di un nostro soldato morto o di una strage compiuta tutti i media reagiscono con quella meraviglia inconcepibile, come se si trovassero difronte ad una caldaia che esplode e fa crollare un palazzo in pieno centro oppure come se ci fosse stata una calamità naturale. No, questa è la guerra, e gioco-forza fa morti, e gli afgani cercano di difendersi come possono; la guerra ti impone il mors tua vita mea, è una logica conseguenza dell’invasione di una terra, che pur tra i suoi totalitarismi e i suoi problemi, è fonte di patriottismo. La soluzione? Sarebbe semplice, sarebbe stata semplice. Un indizio? Non è la nota interlocutoria del Pd che invita a prendere in esame i tempi per un possibile ritiro, quello andava fatto tempo fa. La solidarietà ai ragazzi italiani e al popolo afgano mi sembra scontata, sono due facce della stessa medaglia; medaglia che sembra caduta in un tombino profondissimo, dimenticata da tutti e rimessa in gioco solo per le commemorazioni.