Il giorno della morte di Gheddafi io non ne sapevo nulla. E neanche me ne interessava. Il giorno della morte di Gheddafi abbiamo preso due strade diverse. Due strade opposte. Una persona importante la si riconosce sul lungo termine. Credo che saprò dire un giorno quanto mi è servito, o quanto mi manchi. Ora ho rabbia. E dolore. Il giorno della morte di Gheddafi per me poteve finire anche il mondo. Fanculo a Gheddafi, a chi l’ha ucciso, alla pace nel mondo, ad un mondo migliore possibile, al bene comune, alla democrazia, al buon governo. Il giorno della morte di Gheddafi ho avuto paura che quello morto fossi io.

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Harry Potter

Posizione:
Appena sotto l’attaccatura dei capelli.

Cause:
Il sottoscritto, all’epoca seienne annoiato, non trovando di meglio da fare pensò bene di scagliarsi, con tanto di rincorsa alla Fiona May, con la testa contro la fontana del paese. L’incidente, che gli è costato una cicatrice di circa 4 centimetri all’altezza dell’attaccatura dei capelli, fu la notizia della settimana nel suo piccolo paesino.

Conseguenze:
A volta mi guardo allo specchio, e vedendo la cicatrice partire dall’angolo sinistro della fronte, mi credo Harry Potter.

Tutte le altre cicatrici, compresa questa, le trovate nell’ebook “Cicatrici” (qui) curato da Barabba edizioni. Un grazie particolare a il Many.

Salut

Vinili

Pubblicato: 16/04/2011 in "Ventralismi", Racconti
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Ho la casa pervasa dalla puzza del sapone usato per lavare i vinili. Si chiama “Inhalt 11”, o qualcosa del genere. Mio padre quasi ogni pomeriggio si posiziona con una strana macchina di là in salotto, e per una buona oretta pulisce decine di vinili. Da vendere o da aggiungere alla nostra collezione, non ci sono differenze. Uno dei pochi ricordi che ho di me da piccolo è la felicità che provavo nel vedere e nel passare le mani sopra la copertina di “Full circle”, album dei Doors, ma senza Jim Morrison, che oramai era sotto tre metri di terreno da più di un anno. Mi piacevano i colori, il disegno; mia madre mi ricorda spesso che impazzivo per quel vinile. Pensare che qualche anno più tardi avrei incominciato a capire che è una cagata dal punto di vista musicale.
Comunque, dicevo, i vinili riempiono la mia casa. Il vinile ti rende trendy, alternativo, rievoca ricordi, è retrò, fashion, ti regala una sorta di aura da musicomane incallito. Si, d’accordo, tutto questo potrebbe essere vero.
Peccato che il sottoscritto sia stato sul punto di svenire, intossicato da quel cazzo di sapone.

T: ” […] Ma poi con questo fatto che ci sono i mondiali di calcio…”

C: ” Ah si?! Davvero? Strano, mio marito non mi ha detto nulla”

T: “Sicuro! Non le ha viste tutte quelle bandiere dell’Italia appese?”

C: “Ma no, signò, ma che dite, quelle stanno là perché domani sono 150 anni dalla Liberazione d’Italia!”

(Ovvero, la storia di 150 anni di Italia in 20 secondi di dialogo su un pullmann)

Riscoprire canzoni, apprezzarle, e capirle.

Le dolci cose graziose sono a letto naturalmente
I padri della città stanno cercando di sostenere
La reincarnazione del cavallo di Paul Revere
Ma la città non deve essere nervosa

Il fantasma di Belle Star consegna il proprio ingegno
A Sorella Jezebel che con violenza cuce a maglia
Una parrucca calva per Jack lo squartatore che è
A capo della Camera di Commercio

Mamma è in fabbrica
Senza scarpe
Babbo è nel vicolo
A cercare il fusibile
Io sono in strada
Con il blues della pietra tombale

La sposa isterica nella sala da gioco
Gridando geme: “Sono proprio stata fatta”
Poi manda a chiamare il dottore che abbassa la tendina
E dice “Il mio consiglio è non fare entrare i ragazzi”

Ecco che arriva il ciarlatano trascinandosi dentro
Cammina borioso e dice alla sposa
“Smetti di piangere, ingoia il tuo orgoglio
Non morirai, non è veleno”

Mamma è in fabbrica
Senza scarpe
Babbo è nel vicolo
A cercare il fusibile
Io sono in strada
Con il blues della pietra tombale

Bene, Giovanni Battista dopo aver torturato un ladro
Guarda il suo eroe, il Comandante in Capo,
E dice “Dimmi grande eroe, ma per piacere sii breve,
C’è un buco per me dove posso vomitare?”

Il Comandante in Capo gli risponde mentre insegue una mosca
E dice “Morte a tutti coloro in quali frignano e piangono”
E lasciando cadere una spranga indica il cielo
E dice “Il sole non è giallo è vigliacco”

Mamma è in fabbrica
Senza scarpe
Babbo è nel vicolo
A cercare il fusibile
Io sono in strada
Con il blues della pietra tombale

Il re dei Filistei per salvare i suoi soldati
Mette mascelle sulle loro lapidi ed abbellisce le loro tombe
Mette i pifferai magici in prigione ed ingrassa gli schiavi
Poi li manda nella giungla

Gipsy Davey con una fiamma ossidrica brucia i loro accampamenti
Con il suo fedele schiavo Pedro dietro di lui vagabonda
Con una fantastica collezione di francobolli
Per guadagnare amici ed influenzare suo zio

Mamma è in fabbrica
Senza scarpe
Babbo è nel vicolo
A cercare il fusibile
Io sono in strada
Con il blues della pietra tombale

La geometria dell’innocenza in carne ed ossa
Provoca il lancio del libro di matematica di Galileo
Contro Dalila che siede inutilmente sola
Ma le lacrime sulle sue guance sono di riso

Ora vorrei poter dare a Brother Bill la sua grande emozione
Lo vorrei mandare in catene in cima alla collina
Poi mandar fuori a cercare qualche pilastro e Cecil B. DeMille
Potrebbe morire felice da allora in poi

Mamma è in fabbrica
Senza scarpe
Babbo è nel vicolo
A cercare il fusibile
Io sono in strada
Con il blues della pietra tombale

Dove Mà Raney e Beethoven un tempo srotolarono i loro sacchi a pelo
Suonatori di tuba ora fanno le prove intorno all’asta di bandiera
E la National Bank con profitto vende mappe stradali per l’anima
Ai vecchi casalinghi e studenti

Ora vorrei poterti scrivere una melodia tanto semplice
Che ti preservasse cara signora dal diventare pazza
Che ti sollevasse e ti calmasse e ti facesse smettere di soffrire
Per il dolore della tua inutile e futile conoscenza

Mamma è in fabbrica
Senza scarpe
Babbo è nel vicolo
A cercare il fusibile
Io sono in strada
Con il blues della pietra tombale

TOMBSTONE BLUES – BOB DYLAN

Da tempo non scrivevo sul blog. Quindi un breve riassunto di quello che è successo in questi mesi.

Mignotte, Partito-Partito!, grande centro, Lele Mora, ciao Benitez, Si a Marchionne, No a Marchionne, Boh a Marchionne, Ferrero è vivo, Ma no… è morto, mignotte, sfiducia, fiducia, cazzo!, in culo a Vendola, W Fini, Berlusconi è morto, Berlusconi è resuscitato, cazzo ho dimenticato di giocare al Fantamorto, buon anno, nipote di Mubarak, Mubarak è morto, no è vivo, anzi è proprio morto, lo cacciano, ma ci vuole tempo, mignotte mignotte, mignotte/consigliere regionale, toghe rosse, pogo rosso, pochi rossi, molti rissosi, ciao Fini è stato bello finchè è durato, “il federalismo si farà!”, forse, mah, convinto tu, governo tecnico, milan tecnico, ciao ronaldinho, Cassano, Casini che fine ha fatto?, Ah giusto è a flirtare con Fini, ma Fini non era morto, noooo ha un secondo fine Fini, elezioni anticipate, partite posticipate, recuperi, mille proroghe, mille bolle blu, donne incazzate, uomini incazzati, Rosy Bindi premier, Bondi dimettiti!, non mi dimetto, ok decidi tu, mignotte, no si dice escort, sara tommasi, soldi, minetti, minzolini, checchè se ne dica: mignotte!

“Per il resto i ragazzi come stanno?”

“Bene, tizio1 era a roma martedì a divertirsi, il c. è sempre più fuori, super impegnato come non mai. Il tizio2 è ancora depresso, ed è sotto con tizia1. Ire e il Minu tranquilli e beati. Ah, Davidone  dovrebbe avere fatto una lettura della sua poesie a lettere “occupata”. E poi lo sai che sta facendo un master? Niente, pare che dovrebbe entrare al Monte. Poi tizio e caia hanno litigato, e ora non ho capito bene come stia la situazione”

E poi tu, stronzo, te ne sei andato a Trento, col tuo accento senese del cazzo. Mi dice come cazzo ci arrivo a Trento? Non ho neanche l’idea di come sia fatto il nord-est, di come siano disposte le regioni, se sia ancora Italia, Trento.

Niente, mi mancate. E i chilometri di distanza non fanno che ricordarmelo. (Voi mi avreste risposto “Eh, vedrai”. Che cazzo di senso ha vedrai? Me lo dite? Non è italiano)

Ciao citti (citti? cioè, vabbè, basta polemiche). Saluti dalla Tunisia