Archivio per la categoria ‘“Ventralismi”’

Non esiste

Pubblicato: 13/09/2012 in "Ventralismi", Commenti

Questo è un post che non esiste, fatto di emozioni nascoste, rabbia invisibile e considerazioni trasparenti. Leggendolo probabilmente piangereste. Oppure lo abbandonereste dopo due righe, perché potrebbe risultare noioso. Vi farebbe anche sorridere. E pensare. Ma ormai pensare è un lusso, meglio cenare e andare avanti.

Qui di seguito troverete una lista di insulti antiquati o in disuso che potrebbero tornarvi utili in caso di duelli medievali, discussioni accese con persone di una certa età o semplicemente per uscire dalla monotonia del solito “Vaffanculo brutto stronzo”.

Ciarlatano, fanfarone, villano, millantatore, tersite, fellone, marrano, manigoldo, briccone, lestofante, malversatore,gaglioffo, ribaldo, cialtrone, birbante, filibustiere, malandrino, canaglia, birbone, scansafatiche, menzognere, mendace, infingardo, vile.

Piccole soddisfazioni

Pubblicato: 04/03/2012 in "Ventralismi"

Un sabato sera torni a casa dopo aver lavorato. La tua mente è altrove, intrappolata in un pensiero, in un gesto che ti ha bloccato. E mentre ti impegni per andare oltre, per cercare di non fare troppi pensieri, scopri che è tornato a svolgere il proprio compito il tasto sinistro del mouse, ormai fuori uso da mesi. Dicevamo, piccole soddisfazioni.

p.s. E mi consolo vedendo North Carolina @ Duke. Altra piccola soddisfazione.

Stile

Pubblicato: 14/02/2012 in "Ventralismi"
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“Se sei in un brutto posto diventa la regina della festa, subito!”

Bisogna avere stile anche nei momenti peggiori (cit.)

Imparerò prima o poi ad averne uno.

In un mondo perfetto

Pubblicato: 12/02/2012 in "Ventralismi"
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In un mondo perfetto, con la neve che stanno raccogliendo dai marciapiedi, dalle piazze e dalle strade farebbero una gigantesca granita, e ne mangerebbero tutti. Magari al melone.

Vivo parecchie illusioni.

p.s. al posto dei cucchiaini si userebbero delle pale

La cosa bella di Halloween, almeno per me, è abitare al settimo piano. In una giornata che definire tesa e triste è poco, c’è sempre qualcosa che ti risolleva il morale.
Abitare così in alto è diventato un dettaglio strategico da quando i bambini italiani hanno incominciato ad adottare Halloween come festa vera e propria. Dal mio balcone vedo gente vestita da ogni cosa che si aggira nella piazza del paese. Li vedo, e li detesto. Osservo il loro porta a porta per estorcere dolci. Avete presente il “dolcetto o scherzetto”? Ecco. Mai sopportato.
Per fortuna casa mia scoraggia i bambini dal farlo, perché “Ok la festa e i dolci, ma sette piani son sempre sette piani”.

Il giorno della morte di Gheddafi io non ne sapevo nulla. E neanche me ne interessava. Il giorno della morte di Gheddafi abbiamo preso due strade diverse. Due strade opposte. Una persona importante la si riconosce sul lungo termine. Credo che saprò dire un giorno quanto mi è servito, o quanto mi manchi. Ora ho rabbia. E dolore. Il giorno della morte di Gheddafi per me poteve finire anche il mondo. Fanculo a Gheddafi, a chi l’ha ucciso, alla pace nel mondo, ad un mondo migliore possibile, al bene comune, alla democrazia, al buon governo. Il giorno della morte di Gheddafi ho avuto paura che quello morto fossi io.