Archivio per marzo, 2010

… Nichi, e basta, perchè il voto è un diritto ed in Campania mi han costretto a non andare a votare con la loro solita cricca di candidati ammuffiti. E nella mia vita non voterò mai un leghista che solo per opportunità è nel PD. Che lo eleggano gli altri De Luca, io proprio non ce la faccio.

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Adesso la Lega verrà a dirci che non c’è una crescente cultura razzista in Italia, che sono loro a non volersi intergrare, che l’incendio al campo nomadi di Milano è stato un atto d’amore per non fargli patire il freddo di questi giorni.

Diranno che sono loro ad essere troppo infiammabili.

Un paese nel quale il ministro della difesa minaccia la magistratura e il popolo intero dicendo “O accettate le nostre liste o siamo pronti a tutto” è un paese sotto dittatura. Una paese dove si fanno leggi e Ddl a piacere solo per superare gli ostacoli che di volta si presentano davanti al programma prestabilito è un paese sotto dittatura.Un paese nel quale ci sono attacchi continui da parte del governo nei confronti delle altre istituzioni fondamentali della democrazia, che siano il presidente della Repubblica o la giustizia, è un paese sotto dittatura. Un’informazione che fa passare quotidianamente in secondo piano notizie che in altri paesi sarebbero considerate gravissime e che ti convince giorno per giorno che la crisi sia passata è segno evidente della dittatura.

Questo regime però è molto furbo e subdolo. Non ha avuto bisogno del golpe o dell’intervento militare. E’ un sistema sviluppato e perfezionato negli anni. A dire il vero dei segnali sintomtici c’erano stati (sospensione dei diritti umani durante il G8 di Genova).Ma forse ancora non è chiaro. Qui c’è gente che da 10 anni emana leggi e leggine sulla giustizia con il solo scopo di non farsi processare, e che fa passare per assoluzioni sentenze di colpevolezza andate però in prescrizione (Andreotti, Mills…).

A questo punto meglio il fascismo, che almeno la sua bella marcetta l’aveva fatta e aveva eliminato parte dei suoi oppositori. Almeno in questo caso potevi essere più o meno consapevole di ciò che ti trovavi difronte e decidere da che parte stare.

LA SOLUZIONE?

Se ne parlava l’altro giorno con un amico. La storia purtroppo ci ha insegnato negli ultimi decenni che se non c’è una forte coscienza popolare e un fronte autorevole a sinistra, la via di uscita non potrà che essere peggiorativa. Basti pensare alla crisi del capitalismo sfrenato dell’ultimo anno e mezzo. La sinistra (il centro-sinistra, o come dir si voglia) è stato molle nel rivendicare un tipo di sviluppo diverso, meno estremo e più compatibile con la società. Risultato? Dalla crisi si è usciti con un capitalismo ancora più sfrenato, un lavoro sempre più flessibile (se si flette un altro po’ si spezza), riduzione drastica degli investimenti sulla scuola, condizioni di vita sempre più impossibili e una generazione intera privata del proprio futuro. E la gente, senza riferimenti certi a livello politico, si è come addormentata, lasciandosi scivolare tutto addosso.

Meno male che di tanto in tanto qualche suicidio o qualche occupazione di tetti ci ricorda che non viviamo con Alice nel Wonderland. Che Tim Burton mi perdoni.

Forza panino

Pubblicato: 01/03/2010 in "Ventralismi"
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Anche io una volta per mangiare un panino al bar vicino casa mi sono perso una puntata dei Simpson. Non ho denunciato ne Mediaset ne il barista.

Subito dopo sono stato aggredito, dai radicali liberi.