Archivio per dicembre, 2009

…il mio pensiero va agli alberi da sughero che ogni anno vedono la propria “pelle” sacrificata per farne tappi che andranno a distruggere chissĂ  quale finestra, a scheggiare chissĂ  quale parabrezza, a ferire chissĂ  quale viso. Basta con lo sfruttamento del sughero!

Campagna ministeriale per la protezione degli alberi da sughero. “Perchè pure il sughero ha una mamma!”

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… quindi sono escluso da ogni discussione, non ho niente da dire, e per giunta in questa fredda Avellino mi sono preso pure il raffreddore. Sfigato.

Oh, sarĂ  un caso, ma Silvio B. esce dall’ospedale proprio oggi che è San Lazzaro. Fra un po’ ci inculcheranno la predestinazione e l’investitura divina. Restate sintonizzati.

No, scusatemi. Ma accetto tutto, ma proprio tutto, tranne sentirmi fare la morale sulla “violenza che viene solo da sinistra” da parte di uno che fa parte della Lega (a Ballarò, ieri sera). Ministro Castelli, le rinfresco la memoria su cosa è la Lega Nord.

… allora adesso che vuoi, diceva una canzone di Bennato (“E’ stata tua la colpa”, Burattino senza fili). Su tutto quello che è successo ieri e su tutto quello che si dirĂ  spiego solo un mio concetto. Si parlerĂ  del clima in Italia, dell’inciviltĂ  di quella persona, di come sia sconsiderato il gesto che ha fatto. La societĂ  è sempre specchio di chi la governa, di come la si governa e della disperazione di cui è vittima. La strategia della tensione, l’impoverimento del linguaggio e delle tematiche, le condizioni di vita disagiate, la disperazione, non sono scelte che compie la societĂ  (se non in parte col voto), che anzi si limita, a suo malgrado, solamente a subirne le conseguenze. Quindi non mi meraviglierei piĂą di tanto.” E’ stata tua la colpa, allora adesso che vuoi?”

Vi riposto un bel pezzo letto su www.elettronoir.com

Mi aspettavo tutta la retorica che sta girando. L’attendevo ed è arrivata, inesorabile.

La democrazia che trionfa, il regime comunista che crolla, la libertĂ  che fa il suo dovere.
Dico solo che se la libertà ha la faccia di Reagan e della Thatcher, non è libertà.
Il Papa che soffia sulle scintille polacche del fuocherello di Letwalenza non è libertà.
Gorbaciov e la sua perestroika non sono libertĂ .

Il muro è crollato e Thomas, mio coetaneo di Postdam, nel 1994, in una sola notte mi fece capire perchè e cosa era davvero quel bluff.
Alle otto di sera era ubriaco fradicio. Cominciò a sfondare le vetrine dei market che trovavamo per strada.
Strillava maledicendo il fatto che non trovava i soldi per iscriversi alla facoltĂ  di Fisica.

Malediceva il padre che non si era saputo reciclare ed era diventato alcolista, grazie ai sussidi della Germania “buona”.
Malediceva la madre che da ex atleta DDR aveva mollato tutto e tutti ed era andata a vivere non si sa dove nè con chi.
Malediceva Kohl,  i professori del suo liceo chiuso,  il fatto che la mattina doveva andare a consegnare i giornali nei quartieri dei ricchi per sette patate, un litro di latte, ed uno sfilatino di pane che si mangiava col fratello a lume di candela, ché l’elettricità non la potevano pagare.
Scappò via. Correva troppo veloce per me… Lo rividi due/tre giorni dopo.
Le mani fasciate, nocche distrutte mentre spargeva pezzi di cristallo Radical Kapital in giro per Berlino.

Il muro crollò molto prima dell’89.
Crollò quando la Polizei e la Stasi eseguirono gli ordini di chi non riusciva più a capire.
Il muro crollò quando le parabole sfondarono le antenne protette dei televisori dei cittadini della DDR.
Provate a giudicare ciò che siamo da ciò che appare in Tv e vedete se l’idea che vi fate è reale.
Il muro crollò quando più governi cominciarono a fare i capitalisti verniciati di rosso.
Ed erano gli anni sessanta, non il nove novembre 1989.
Il muro era stato costruito da poco, ma valeva solo per le masse…come da sempre del resto…
In quella notte dell’89 la prima ondata di gente dell’est entrò in un cinema porno.
Poi nei supermercati.
Poi nei negozi di ogni tipo.

Infine festeggiarono nei bar…e cominciarono ad ubriacarsi.

Quanto è bella la loro libertà…Grazie (ancora) Signora Thatcher!

“Beh ci sono certe cose per cui vale la pena di vivere. Io direi… il vecchio Groucho Marx tanto per dirne una, Joe Di Maggio, il secondo movimento della sinfonia Jupiter, Louis Armstrong, l’incisione ‘Potato Head Blues’, i film svedesi naturalmente, ‘L’educazione sentimentale’ di Flaubert, Marlon Brando, Frank Sinatra, le incredibili mele e pere dipinte da CĂ©zanne, i granchi da Sam Wo, il viso di Tracy” (da “Manhattan”, 1979)

Auguri.