Archivio per novembre, 2009

Aldo Nove, La più grande balena morta della Lombardia, Einaudi, pagg. 177, Euro 12,50, 2004

Immaginatevi un bambino. Immaginatevi la provincia italiana degli anni ’70/80. Immaginatevi un microcosmo fatto di storie, immaginazione, ingenuità, semplicità. Ecco,  Aldo Nove è riuscito a mettere tutto questo in un libro. “La più grande balena morta della Lombardia” non è altro che la descrizione di fatti, persone, luoghi, filmati visti alla tv, fatta da un bambino cresciuto nella profonda provincia del nord. Esperienze, novità, stupore si intrecciano in racconti che assomigliano a vere e proprie favole. Potrebbe risultare malinconico a chi ormai è già cresciuto, ma l’ingenuità e la schietta sincerità del ragazzino vi sorprenderanno. Ci illude di poter guardare alle cose che ci circondano senza troppe domande, con genuinità. Favole per cervelli cresciuti. Compratelo, fatevelo prestare, rubatelo all’autogrill (tanto non ce lo troverete mai)

p.s. Aldo Nove, come sempre, scrive con un linguaggio e una costruzione delle proposizioni splendida. Compratelo, fatevelo prestare, rubatelo all’autogrill (tanto non ce lo troverete mai)

Annunci

Dopo la riunione di ieri sera non posso che dargli ragione. Parlare per 3 ore con dei personaggi a metà fra i bambini di 8 anni e gli imbecilli mi ha portato a questa conclusione. Sarebbero capaci di comportarsi da corrente di partito anche se fossero chiusi da soli in bagno. Desolation. E tra l’altro mi fa male anche il ginocchio, per colpa di quei quattro stronzi.

David Bowie…

Pubblicato: 15/11/2009 in "Ventralismi"
Tag:, ,

… sarà il mio artista preferito almeno per i prossimi tre mesi, accontentatevi.

Giro questo post della Fran, sperando che qualcuno intervenga, o che almeno le vostre menti ci ragionino a fondo.

C’è questo piccolo problema che quanto pare ci sono battaglie più fighe per cui alcuni donano anche dai loro telefonini e battaglie in cui servirebbe solo far rumore e mettere a disposizione tutta la propria solidarietà e che invece non frega a nessuno. [chiedo già scusa anticipatamente se turbo la sensibilità di qualcuno, ma normalmente le mie cose nel mio cervello sono viste così, e io ve le riporto] La SLA è una malattia di merda. Non pensate la prendano solo i calciatori. Il caso che conosco bene io era quello di un idraulico, che sette anni prima aveva iniziato un po’ a inciampare sul pavimento un po’ come se al posto delle mattonelle ci fossero dei tappeti. Poi piano piano i sintomi si sono aggravati. E noi qua al locale nosocomio ce l’avevamo ricoverato (dei 3 era il caso in fase avanzata) in pneumologia, anche se era seguito da una equipe di 5 medici (cardiologo, pneumologo, neurologo, nefrologo e internista) Te entravi lì in stanza e vedevi questo signore di quarantatre anni obeso, la notte attaccato al respiratore, con gli occhiali da sole per non farti vedere come li buttava qua e là e la lingua ormai di fuori perché aveva perso il controllo dei muscoli faciali. E la moglie che continuava a parlargli e a asciugargli la saliva. E tu che non sai e neppure gli altri se ti sente o ti capisce più o meno. Tanto non può muoversi, non può più fare nulla. E te che sei ai primi anni di medicina e non vuoi arrivare in fondo solo per farti il Cayenne che ti fai tante domande, e inizi anche a capire lì che il rapporto non è solo medico-paziente. E’ come quando ti sposi: non ci hai solo il marito, ma tutta la famiglia. Anche lì devi sentire la pressione di ciò che ti dice la legge, e la pressione di quel che pensano i famigliari. Con uno che lì ha ‘sti casi, con una persona che fino a qualche anno prima aggiustava tubi e ora non sai neppure dirgli come mai si è ridotto così a sua madre. Io ammiro queste famiglie, ammiro il loro coraggio, o non so, il loro attaccamento alla vita, la loro incoscienza. Io se sapessi di avere la SLA preferirei optare per il suicidio prima. Invece la moglie di quell’idraulico, che non aveva neppure 40 anni, avrebbe pagato chi di noi avesse fatto una tesi sulla SLA e sulla malattia del marito. Io non ne ho le palle, mi dispiace. Mi ci incazzo troppo con la natura e una malattia del genere. Per quello non capisco perché tutti i pretini/cattolichini dimmerda che stanno lì a fissarsi sul crocifisso e che hanno tanto sfrangiato le palle per il caso Welby non vogliano perlomeno dare una minima solidarietà a queste persone che vorrebbero essere curate e assistire a casa. Perché le cure a casa costerebbero molto di meno che in ospedale e inutile dire, il malato a casa è più a suo agio. Serve assistenza. Non possiamo lasciare queste famiglie da sole. Ok, non saranno bambini, non saranno terremotati, ma è un dramma grandissimo. Potrebbe colpire anche voi, ricordatelo. perché quanto pare se non si toccano mai queste corde la gente non si sensibilizza. Se volete farvi una vostra idea sul tutto questa è la rassegna stampa. Che ci sia solo l’associazione Luca Coscioni in Italia che si preoccupa di tutto questo a me fa girare le palle.

Frankestein Junior

Pubblicato: 06/11/2009 in "Ventralismi"
Tag:, , ,

Ho visto soltanto ieri, a 21 anni ormai compiuti, per la prima volta, Frankestein Junior. E mi domando come io abbia fatto a vivere senza per tutto questo tempo.

Cicchetti a 2 euro

Pubblicato: 03/11/2009 in "Ventralismi"
Tag:, , , ,

Un week-end a Roma che si riduce ad una incerto ricordo alcolico.