Archivio per settembre, 2009

Finita la diretta, finalmente. Alla prossima. Grazie a tutti quelli che l’hanno seguita sul blog.

ore 17.27: Evans nuovo campione del mondo. Secondo Kolobnev, terzo Rodriguez. Cunego solo ottavo.

ore 17.26: Evans si avvia a vincere il campionato del mondo, gli altri si rialzano. Ultimo chilometro

ore 17.24: Evans a 2.8 km dall’arrivo con 14 secondi su rodriguez Kolobnev, a 24 secondi Cancellara_cunego-GIlbert

ore 17.21: Evans con 10 secondi di vantaggio su Valverde e Kolobnev, Gruppetto Cancellare-Cunego a 15 secondi

ore 17.20: se ne va un terzetto formato da Evans, Valverde e Kolobnev. 10 secondi di vantaggio sugli altri. Cunego da solo cerca di rientrare, mentre Evans riparte.

ore 17.18: Cancellara prova l’attacco in discesa ma non riesce a fare la differenza. 6km al traguardo

ore 17.15: Cancellara, Gilbert, ROdriguez, Sanchez, Kolobnev, Brechel, Cunego ed Evans. Ridotta a questi la lotta del per la vittoria. Cancellara il favorito.

ore 17.12 Kolobnev (rus) parte, ha 50 metri di vantaggio sul gruppo. Da dietro parte Cancellara, Cunego perde qualche metro, raggiunto Kolobnev

ore 17.08: Cercano di andarsene Vinokourov (kaz) e Arvesen (Nor) subito ripresi. 14 km al traguardo

ore 17.05: Pozzato, Paolini e Basso tirano a tutta in salita, molto pimpanti Cunego e Cancellara. Prove generali per l’ultimo giro. Selezione netta. Si staccano Ballan e Bonen.

ore 16.58: Cancellara tira in testa al gruppo, a tutta, cerca di staccare gli altri.

ore 16.56: Partiti Pozzato Basso e Cunego dal gruppo,Valverde, Sanchez, Gilbert e tutti i più forti.  Ora sono a 20 secondi dalla testa della corsa. Attacco che potrebbe essere decisivo

ore 16.55: Parte il forte lussumburghese Kim Kirchen, lo seguono Paolini, Rodriguez, Zaug (svi). Ballan poco piĂą indietro.

ore 16.53: nel gruppo Ballan c’è un po’ di calma, il gruppo big recupera secondi su secondi. 2 giri alla fine. Spagnoli e francesi tirano per ricompattare il gruppo

ore 16.45: attacco di Joaquim Rodriguez che esce dal gruppo Ballan, seguito dagli altri. Mentre dietro i suoi compagni di squadra stanno tirando per andarlo a prendere. Siamo nelle fasi salienti della gara

ore 16.40: gruppetto di testa di nuovo unito, Ballan e Bonen i piĂą pericolosi a 35 km dall’arrivo

ore 16.30: non c’è unione nel gruppo Ballan. Partito il velocista colombiano Duque raggiunto ora da Hoogerland (ola), da soli in testa. 40 km all’arrivo.

ore16.23: Ruano (col) fa forcing in testa al gruppo Ballan, il gruppo big è segnalato a 50 secondi.

ore 16.16: Ora il gruppo dei big è in una fase di stallo, nessuna squadra è in testa a tirare, tutto a vantaggio dei fuggitivi (nel gruppo Ballan è presente anche Tom Bonen).

ore 16.10: esaurita la prima fuga di giornata, ora il gruppo Ballan è in testa alla corsa (Visconti e Scarponi si sono staccati), a 50 secondi il gruppo big che non è piĂą tirato dall’Australia.

ore 16.04: gruppo Ballan a 40 secondi dai fuggitivi di giornata. Australia che dietro tira forte, ora il gruppo è a 35 secondi dai contrattaccanti

ore 15.47: Gruppo Ballan a 1.50 dalla testa della corsa, il gruppo sotto la spinta dell’Australia è tornata a 1.10.

ore 15.35: ora è l’Australia a guidare l’inseguimento del gruppo.

ore 15.30: meno di 80 km all’arrivo, le distanze rimangono invariate. A guidare la corsa ci sono ancora i fuggitivi della mattina con 3 minuti di vantaggio.

ore 15.20: Ruano (col) esce dal gruppetto Ballan, 20 secondi di vantaggio per loro. Il gruppo segue ad1:40

ore 15.10: il gruppetto Paolini si è unito col gruppo Ballan, ora sono 5 gli italiani in fuga. Ora il gruppo Ballan è formato da 28 corridori.

ore15.00: il gruppo ha perso 2 minuti dai 9 contrattaccanti. La Russia cerca di aumentare il ritmo del plotone. Tentativo importante. 95 km all’arrivo.

ore 14.55: Ecco i nomi dei nuovi attaccanti: Ballan, Visconti e Scarponi (ita), Rodriguez e Moreno(spa), Albasini (svi), Hoogerland (Ola), De Greef e Van Avermaet (Bel). A 32 secondi altri 9 corridori, tra cui anche il nostro Paolini. Il gruppo per ora non reagisce.

ore 14.48 si aggiunge al gruppetto anche Ballan. Adesso sono 9 i nuovi attaccanti.  A breve la composizione del gruppetto Ballan.

ore 14.43: attacco combinato degli italiani. Scarponi e Visconti rompono gli indugi e partono all’attacco. Frustata decisa. Passano sulla salita con 5 minuti di svantaggio sui fuggitivi e 20 secondi di vantaggio sul gruppo. Con loro ci sono anche altri 5-6 ciclisti.

ore 14.34: il gruppo dei fuggitivi si è ridotto a 9. Mehels si è staccato per una foratura, e ora insegue tutto solo a più di un minuto. Il ritardo del gruppo è di 6 minuti.

ore 13.55: situazione di stallo, il gruppo tiene i fuggitivi a distanza controllata. Corsa per ora molto noiosa

ore 13.40: in testa al gruppo tirano Scarponi e Bruseghin (Ita) e Ochoa (Spa). Il ritardo è sceso a 6.50

ore 13.30: dopo 3 ore di gara la media della gara è intorno ai 37 km/h. Il gruppo si avvicina.

ore 13.20: ritardo del gruppo sceso sotto i 9 minuti grazie all’azione di italiani e spagnoli. Il ritmo incomincia ad essere alto.

ore 13.10: il gruppo organizza l’inseguimento. In testa si è portato Bruseghin (ita), Rujano (Venezuela) e un paio di spagnoli. Il ritardo è per ora superiore ai 10 minuti.

ore 13.00:  i 10 uomini in fuga hanno raggiunto i 10 minuti di vantaggio. Il grupppetto è  formato da: Arashiro (Gia), Kusztor (Ung) , Sokoll (Aut), Kvasina e Barta (Cro), Greipel (Ger), Melehs (Lit), Zagorodny (Ucr), Ardila Cano (Col) e Stangelj (Slo).

ore 12.48: Dopo due ore di gare, c’è un gruppo di fuggitivi in fuga, composto da 10 corridori (a breve aggiornamento sulla composizione del gruppetto). I 10 hanno 9  minuti di vantaggio sul gruppo dei favoriti che procede a ritmo ridotto. 185 km all’arrivo.

Iniziamo ora la diretta scritta (sarĂ  aggiornata di tanto in tanto) della prova su strada del Campionato del mondo di ciclismo.


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“Sai perchĂ© gli imprenditori taglieggiati non parlano? PerchĂ© finirebbero ammazzati prima che l’Amato di turno gli dia la scorta. Lui è stato fortunato e con la camicia da martire ha venduto 5 milioni di copie. ” – Sba™

Ieri sera Saviano, il personaggio Saviano, ha fatto discutere. Come sempre direi. Ieri sera lo spunto l’ha dato la sua lunga intervista rilasciata a “L’era glaciale”, il programma di Daria Bignardi. Bene. Lo si accusa di essere diventato martire, di essersi fatto un nome sulle spalle di chi davvero subisce le condanne della camorra/mafia/’ndrangheta. Ecco, la frase che ho evidenziato all’inizio di questo post una veritĂ  ce l’ha: gli imprenditori che vengono taglieggiati dalla mafia non sono protetti abbastanza dalle istituzioni. Nessuno penso possa smentirmi. Saviano ha scritto un libro scomodo, un libro che ha avuto il merito di riportare al centro del dibattito italiano una questione come quella delle infiltrazioni camorristiche che spesso viene dimenticata, come se la mafia o la camorra fossero state sconfitte. E penso che neanche questa affermazione possa essere controbattuta. Ora, dopo aver elencato queste due oggettive veritĂ , non vedo dove sia il problema. Si tira in causa Saviano come se fosse lui il responsabile della mancata protezione degli imprenditori o di chi denuncia i mafiosi. No, questo non è plausibile. Al limite lo si può accusare (io non la penso così) di essersi ormai abituato al suo ruolo e di marciarci sopra. Ma una confusione dei ruoli tra istituzione e Roberto Saviano, scrittore a cui è stata data la scorta, è inaccettabile. Non è per colpa sua che gli imprenditori non hanno la scorta, e non è che prima del libro di Saviano gli imprenditori fossero tutelati. Anzi, forse, qualcuno che non era neanche preso  in considerazione, dopo il libro del giornalista/scrittore ha avuto una faccia “ufficiale” ad ascoltarlo. La confusione di ruoli non è accettabile. Lo Stato, le istituzioni, devono assumersi il compito di proteggere i propri cittadini dalla delinquenza organizzata, non un semplice cittadino (qualunque ruolo e mestiere egli ricopra). Saviano ha avuto due palle così per mettere in piazza quello che ogni giorno tutti vedevano e sapevano, ha avuto il coraggio di mettersi in gioco, con la sua faccia. E noi?

Rimorsi

Pubblicato: 23/09/2009 in "Ventralismi"
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Ecco. Stavo parlando su Msn (cosa? si, esiste ancora, e ogni tanto ci bazzico per tenermi in contatto con amici che non hanno skype) con una amica (ciao KhiĂ ) che non sentivo da un po’. Comunque ad un certo punto mi passa un link. Lo apro. Ligabue. Ligabue? vabbè, ce lo sentiamo, piĂą di annoiarmi non può. Un minuto, non siamo neanche a metĂ . Due minuti, dai un altro po’ ed è finita. 10, 9,8… The end. Meno male. Ligabue non è che l’abbia mai sopportato piĂą di tanto, ricordo di quando sentivo i primi album, avrò avuto 14-15 anni. Lo trovo scontato, troppo pop, meno che umano negli ultimi anni. Penso che, se mai qualcuno mi chiedesse un consiglio musicale, Lucianone sarebbe in fondo alla lista, subito prima di Vasco. Che noia, che noia. Vabbè ormai è passata, capitolo chiuso, non devo neanche starci a ragionare sopra. Quando all’improvviso “La sai una cosa?”.  “No cosa?” rispondo illuminandomi. “La mia passione per Ligabue l’hai fatta nascere tu, qualche anno fa, quando mi passasti un paio di sue canzoni”. Ecco, rimorsi.

Domenica mattina le prime parole che ho sentito sono state “Ma anche da voi non si vede la televisione?”. Avevo appena aperto la finestra, la signora del piano di sopra parlava con il vicino. Non feci caso a quelle parole, stordito com’ero dal sonno. Il tempo di farmi un caffè, osservare la pila di pentole e piatti da lavare, accendere la tv e… Oh, non si vede. Controllo il filo dell’antenna, l’alimentazione. Niente. “Mah, sarà partita” penso. La guardo, la mia vecchia tv da massimo 14 pollici, e quasi mi emoziono per lei. Cazzo, avrà sulle spalle una quindicina di anni, non posso rimproverarle niente. “Mi mancherà”. Già mi rattristo al pensiero di doverne comprare una nuova. Ci ero un po’ legato eh, avevo visto scorrere su quello schermo molte cose. Così mi ritrovo ad immaginarle appoggiato al tavolo. I mondiali, l’11 settembre, le elezioni, le edizioni straordinarie dei telegiornali, “Prison break”, quasi tutte le serie dei Simpson, Prodi che da dell’ubriaco a Berlusconi durante i dibattiti pre-elettorali. Non c’è niente da fare, mi devo rassegnare, è da buttare. No, mi smentisco da solo, non è da buttare, è da seppellire. Una degna sepoltura. Non posso lasciarla così, qui sotto, aspettando che domani mattina la prendano gli omini della nettezza urbana. Così stacco tutti i cavi, la pulisco dalla polvere che forse non toglievo da un paio di mesi e la metto in uno scatolone del Mcdonald (ma perché avevo uno scatolone del McDonald a casa?). Lo sigillo, mi fermo a guardarlo, osservarlo e poi torno nella mia stanza, quasi a volere scansare la faccia per evitare la lacrimuccia. Mi metto a leggere un libro sulle vacche, e non sto scherzando, parla di mucche, non so perché lo sto leggendo, non chiedetemelo. Ad un certo punto sento la porta di casa aprirsi. Vedo entrare Giovanni , il mio coinquilino. “Oh, Ale, lo sai, stanotte deve essere successo qualcosa alle antenne, perché non si vede la tv in tutto il palazzo”. Boom!. Un misto di rabbia e gioia mi pervade. La riprendo, la metto al suo solito posto. Ero stato io a volerla creder morta. Sistemo i fili. Tutto questo tempo perso. E pensare che avrei potuto lavare i piatti, televisore di merda!

Salti all’indietro #1

Pubblicato: 21/09/2009 in "Ventralismi"
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Sofia Loren compie 75 anni, per la terza volta negli ultimi 20.

Allora, faccio un ragionamento, e nessuna se la prenda nell’equivocare il mio discorso. I soldati, che siano in Afghanistan o nella caserma di Milano o di Avellino, svolgono un lavoro. E muoiono sul lavoro. Come ogni giorno muoiono altre 3 persone in media, chi in fabbrica, chi in un cantiere, ecc… Il problema ora non è lo spazio tv, fatto di cordoglio (per lo piĂą finto), che si concede (giustamente) a questa vicenda, ma la “normalitĂ ” con la quale ogni giorno sentiamo del rumeno, assunto in nero, morto a brescia mentre costruiva una palazzina, perchè il cantiere non rispettava le norme di sicurezza, o del giovane italiano che pur di portare la pagnotta a casa era costretto a turni massacranti nelle condizioni peggiori e che poi si ritrova a finire sotto una pressa, magari mentro chiedamo a nostra moglie di passarci il parmiggiano, o  beviamo un bel bicchiere di vino. Ecco. I soldati sono morti perchè stanno svolgendo un lavoro pericoloso, la guerra, checchè ne dicano i signoroni del palazzo. E in guerra si muore, per la sua stessa natura stupida. Così come è stupido non dare le minime garanzie di sicurezza ai lavoratori, che però quasi pare possano morire senza che nessuno muova un dito. Rispetto per i soldati italiani, mandati a morire per l’ennesima guerra senza senso. Rispetto per quelli che muoiono sul lavoro. Ma col rispetto e coi cordogli di Stato ci si fa poco. Servono segnali forti.

“Era partito per fare la guerra
per dare il suo aiuto alla sua terra
gli avevano dato le mostrine e le stelle
e il consiglio di vendere cara la pelle
e quando gli dissero di andare avanti
troppo lontano si spinse a cercare la verit
ora che morto la patria si gloria
d’un altro eroe alla memoria

ma lei che lo amava aspettava il ritorno
d’un soldato vivo, d’un eroe morto che ne far
se accanto nel letto le rimasta la gloria
d’una medaglia alla memoria.”

F.De Andrè “La ballata dell’eroe”