Archivio per maggio, 2009

Ma voi non vi siete rotti i coglioni di continuare a vedere in prima pagina la storia di Papi Silvio, Noemi, il padre, il fidanzato, la suocera isterica, la nonna con l’heilzeimer, Craxi, le 10 domande, “Repubblica” che solo ora si accorgie che l’Italia è pervasa da una cultura fatta di apparire e di collusi? Oh, sveglia! Fuori, nel mondo, c’è gente che ogni mattina si sente insicura, non per colpa degli immigrati, ma per una crisi che spezza le gambe ai giovani, che si ritrovano senza un lavoro e senza il futuro; ci sono fabbriche che chiudono, famiglie che autoimplodono. Altro che Ridge, Brooke, La Russa e i Blackberry.

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In questi giorni popolati dalla vicenda veline e tutto quello che la circonda, forse ci siamo dimenticati di una cosa. Colpevolizzare le “belle ragazze” in quanto candidate è alquanto facile e superficiale. Spesso si è individuato in loro un caprio espiatorio delle frustazioni della sinistra, dimenticandosi che le veline non sono nulla più della conseguenza di una cultura populista e di destra che ormai ha piantato radici ben radicate nella società, e che la stessa sinistra si è rifiutata di combattere su un piano efficace. In una realtà che ormai non vede più distinzione tra il varietà e la politica, che fa del trasformismo e della furbizia il proprio punto cardine, i vari protagonisti di questi giorni non fanno altro che portare avanti il loro gioco, che vede nel voto l’unico scopo (giustamente). La cultura dello Stato-polizia e della paura non fa altro che insersi in questo schema, e si incastra benissimo con la non-cultura destrorsa. L’Idv ha così tanto successo perchè ha fatto di ovvietà e di populismo la sua base (con il merito di porre un’alternativa a berlusconi, ma con prospettive pericolose), con quel tocco di giustizialismo che non fa mai male su una popolazione che ormai vede nel politico l’anti-cristo (magari). Allora forse si dovrebbe ripartire da una nuova coscienza di sinistra, unita e che metta in campo una progettualità tangibile all’occhio dell’elettore, che sia capace di mettere sul piatto una cultura che tenga presente l’eredità della della sinistra italiana, ma che ponga anche altri basi da raggiungere, che abbandoni la coscienza di classe che non esiste più da anni e che non ha ragione di esistere così come era stata pensata 40 anni fa. Magari con un Pd che guardi a sinistra e non al centro (margine politico che è già stato occupato) e con una sinistra “radicale” che si smuova dalle sue posizioni più ottuse.

p.s. Un vaffanculo a Gasparri non me lo toglie nessuno

Sentendo ieri sera Vendola mandare a quel paese Maurizio Gasparri mi è subito venuta in mente una scena del film “L’oro di Napoli” in cui Eduardo de Filippo, un “consigliatore” a pagamento, spiegava ad alcuni abitanti del quartiere che a volte non servono la violenza e le reazioni eccessive. Ma basta un “pernacchio”, una umilizione pubblica. E ne esistono di tre tipi: di testa, di cuore e quella più umiliante, che raggiunge lo scopo all’istante, che riesce ad conivolgere sia la passione che il cervello, un pernacchio vero e sincero, di testa e di cuore. Gasparri: ma vaffanculo (di testa e di cuore).

Forno a micro-ronde

Pubblicato: 15/05/2009 in "Ventralismi"
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Un nuovo prodotto rivoluzionario. Da uno studio della famosa equipe di scienziati della “Lega Nord” è nato il primo “Forno a micro-ronde”.

FORNO MICRORONDE

L’unico forno che non ti brucia, anzi ti fa sbiancare. Per noi l’ha provato un testimonial d’eccezione, vediamo i risultati:

PRIMA

dopo

Che stai aspettando: COMPRALO ANCHE TU!!!

Continua il post precedente, ma ora dovrete scovare un personaggio che si è nascosto nella foto…

Gioca anche tu, TROVA L’INTRUSO!

berlusca costa crociere2

Rappresentazione grafica delle parole del nostro premier: “I migranti sono persone che hanno pagato un biglietto, e non persone spinte da una loro speciale situazione all’interno di Paesi dove sarebbero vittime di ingiustizie”

berlusca costa crociere

Questa frase mi è tornata in mente ieri notte, quando facendo zapping mi sono risoffermato qualche minuto su Rete 4 a guardare “Mamma Roma”; la scena vedeva Anna Magnani pronunciare questa frase al figlio ritrovato sottolineandone l’ingenuità. E mi è sembrata attualissima: nella società degli anni ’60 la discriminazione e le paure dell’Italia (ancora bigotta) venivano sfogate sulle periferie, le prostitute e in generale sulle classi sociali più deboli. Oggi la situazione è la stessa, solo che la globalizzazione ha fatto si che il piano d’azione sia ben più allargato; alle periferie delle metropoli sono subentrate le periferie del mondo (Terzo) e le prostitute sono state sostituite dagli immigrati, sui quali l’Italia di oggi, ancor più di quella del “boom economico”, riversa le sue paure e le sue frustrazioni per un futuro offuscato dalla precarietà, dalla crisi e da un sistema economico incapace di progettare varie strade di sviluppo alternativo. Quelli che rimandiamo indietro sui barconi si che “a’ conoscono a’ cattiveria der monno”.